lunedì, 12 maggio 2008

VEDIAMO L'ALTRO DAVVERO COME E' ?

picasso_donna_specchio-bUna breve storia zen, IL SAGGIO E LE DOMANDE, recita:

 

C'era una volta un vecchio saggio seduto ai bordi di un'oasi all'entrata di una città del Medio Oriente.

Un giovane si avvicinò e gli domandò:

"Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?"

L'uomo rispose a sua volta con una domanda:

"Come erano gli abitanti della città da cui venivi?"

"Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là".

"Così sono gli abitanti di questa città!", gli rispose il vecchio saggio.

Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all'uomo e gli pose la stessa domanda:

"Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?"

L'uomo rispose di nuovo con la stessa domanda:

"Com'erano gli abitanti della città da cui vieni?".

"Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!".

"Anche gli abitanti di questa città sono così!", rispose il vecchio saggio.

Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all'abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero:

"Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?

"Figlio mio", rispose il saggio, "ciascuno porta nel suo cuore ciò che è.

Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui.

Al contrario, colui che aveva  degli amici leali nell'altra città,troverà anche qui degli amici leali e fedeli.

Perché, vedi,  ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore.

 

Nella vita si trova sempre ciò che si aspetta di trovare.. perché ognuno proietta all’esterno ciò che risiede dentro di sé.

postato da: ameya alle ore 19:10 | link | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categorie: consapevolezza, zen , meditazione
sabato, 10 maggio 2008

DIPENDERE, IN-DIPENDERE, INTER-DIPENDERE...RELAZIONARSI

MANI INCONTRO

L'amore può avere tre dimensioni.
Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente.
La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l'altro ad una merce.
Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi, ecco perchè l'amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso, apre soltanto le porte dell'inferno.
 
La seconda è l'indipendenza, questo accade una volta ogni tanto.
Ma anche questa possibilità porta infelicità, perchè il conflitto è costante.
Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi.
Essi danno libertà all'altro, ma essa è più simile all'indifferenza che alla libertà.
Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale, entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell'altro, perchè entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all'amore.
 
La terza possibilità è l'interdipendenza.
Accade tra due persone nè dipendenti, né indipendenti - ma in profonda sincronia tra loro, come se respirassero uno per l'altra, un'anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l'amore.
Solo in questo caso è amore.
Negli altri due casi non è vero amore: sono solo degli accordi - sociali o psicologici o biologici - ma solo accordi.
 
Nel terzo caso l'amore ha qualcosa di spirituale. Accade assai raramente, ma ogni volta che accade una parte di paradiso cade sulla terra.
 
Osho
postato da: ameya alle ore 16:35 | link | commenti (55) / commenti (55) (pop-up)
categorie: meditazione, amore e meditazione
mercoledì, 07 maggio 2008

AVEVO UN SOGNO

principe rospo

Una volta avevo un sogno….. non so proprio dire se era mio ,di mia madre, di mia nonna….. o di qualunque altra donna della famiglia…. è che a me sembrava mio….

Nel sogno c’era un principe, ma un vero principe…… leale, coraggioso, forte nell’anima pieno d’amore e determinazione….. e questo cercavo…. relazioni piene di sogni che mi lasciavano amareggiata e sempre più arrabbiata…..

nel mio sogno non c’era la parte “umana” degli uomini non era concessa: non erano concessi errori…. il mio anelito di perfezione non poteva neanche concepire qualcosa di diverso da quello che mamme, zie, nonne mi dicevano di cercare….un uomo perfetto…. ed insieme a questo il mio preciso dovere per anni è stato riscattare l’infelicità di tutte queste donne.... loro non ce l’avevano fatta ma io sì, io ce la dovevo fare!!!!

…..e la loro rabbia piano piano è diventata la mia….. sempre più forte

e la loro delusione è diventata la mia…. ed ogni volta che passava un “principe” lo investivo con tutte le mie aspettative, richieste inespresse….. e quando vedevo l’uomo….. la delusione e la rabbia erano così forti che…. il mio stomaco diventava lo strumento per liberarmi dal mondo intero…. intere giornate a vomitare cibo che non voleva entrare…. se non potevo nutrire l’anima non volevo neanche nutrire il corpo…. anni di autodistruzione…..

postato da: ameya alle ore 16:42 | link | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)
categorie: guarigione, dipendenza affettiva, cibo e amore
martedì, 06 maggio 2008

THE RESPECTABLE ADDICTED....

TOSSICI RISPETTABILI

Ricevo e pubblico volentieri questa lettera. La dipendenza dal lavoro è ancora sconosciuta...viene scambiata per rispettabile responsabilità e viene ammirata, incoraggiata. Legarsi a una persona che ha una dipendenza significa inseguire chi è sempre ALTROVE. Se avete testimonianze o suggerimenti per M. scrivete ameya@libero.it

 

manager

Ho letto il tuo articolo e sono rimasta senza parole.
Io ho una dipendenza affettiva da un workhaolic.
Io lo vorrei salvare, lui scappa da me. A volte mi cerca quando sparisco e mi lancia dei pensieri del tipo " mentre guidavo ti pensavo", così io che mi ero quietata magari per qualche giorno, mi risveglio e sto nuovamente male...
E' un circolo vizioso dal quale non riesco a uscire...
Ti prego aiutami, il tuo discorso mi ha rapito il cervello da tanto è vero...
Cosa posso fare per "salvarlo"? Lui mi ama, io lo sento... E' triste perchè non riesce a non fare a meno del lavoro... Ammette di avere una dipendenza ma non sa smettere. Vorrebbe amare e lavorare ma dice che non riesce!
Senza di me ce la fa a vivere ma senza il lavoro no.
Che tristezza...

postato da: ameya alle ore 20:13 | link | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categorie: dipendenza affettiva, lettere ad ameya, dipendenza dal lavoro
venerdì, 02 maggio 2008

Meditazione e Presenza

meditazione

"Loneliness is when you are lonely, when you are thinking of the other, missing the other, it is a negative state. Aloneness is the presence of oneself, it is very positive, you can fill the universe with your presence and there is no need for anybody"

OSHO

La solitudine è quando ti senti solo, quando pensi all'altro , quando l'altro ti manca, è uno stato negativo. Essere soli è la presenza di se stessi, è molto positivo, puoi riempire l'universo con la tua presenza e non c'è bisogno di nessun altro.

 

postato da: ameya alle ore 14:22 | link | commenti (29) / commenti (29) (pop-up)
categorie: meditazione

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